Un po' appesantititi dalla ceasar salad del pranzo (era la cosa piu' leggera che abbiamo trovato), ci apprestiamo a visitare l'acquario di Napier, il piu' famoso della nuova zelanda.
Siamo qui da tre giorni e ci sentiamo di poter ammettere che la nuova zelanda e' veramente nuovissima.
Sono nuove le citta', di cui fatichi a trovare il centro perche' non hanno un centro storico ma semmai un centro di gravita', da cui partono arrivano e svoltano poche strade.
E' nuova la terra, che fumiga di vapori solforosi, erutta acqua coi geiser, fa germogliare una vegetazione strana, un incrocio tra il nordico e il tropicale che non riesci a ricondurre a niente che conosci gia'.
E' nuova la gente, che ti tratta senza complicazioni e vorresti trattarla anche tu allo stesso modo ma non e' tanto facile perche' e' nuovo anche l'inglese che dovresti sapere, un impasto spumoso come un muffin ai mirtilli (qui i muffin ai mirtilli vanno via come le brioches).
L'unica antichita' del luogo sono i maori, che infatti generalmente hanno sguardi radicati e ancestrali che fai fatica a sostenere, e generalmente ti danno l'impressione di saperne molto piu' di te.
Dopo una giornata di macchina con guida a sinistra (quanti santi hanno guardato giu', quanti ettoliti di sudore versati alle rotonde) e una pausa nella citta' delle miniere d'oro (i cercatori sono arrivati dalla cornovaglia e ora i loro discendenti addentano, pingui, fette di torta pantagrueliche e generano bambini biondissimi un po' rompiballe) ci siamo concessi una notte al Prince Gate di Rotorua, un vecchio albergo ottocentesco di legno da dove e' passata molta alta societa' newzelandese (ma le camere piccole costano 65 euro) e sembra fermo piu' o meno agli anni Venti, quando le terme della citta' funzionavano a pieno ritmo e ti curavano l'artrite con l'elettroterapia. da li' abbiamo visitato una zona geotermica cosi' sulfurea da sembrare luciferina, e la sera, a Taupo, in un bizzarro motor inn motel gestito da un signore molto (molto) eccentrico, ovvero fuori come un balcone, abbiamo usufruito della nostra personale piscinetta idrotermale. ci siamo stati dentro un'ora, gorgogliando nell'acqua che fa cosi' bene, solo pochi minuti fa guardando per caso la parte finale della guida abbiamo scoperto che le acque termali di TAUPO possono celare l'insidia dela meningite amebica. pare sia gravissima e i suoi effetti iniziano a prodursi dal terzo al settimo giorno dall'immersione. ci affidiamo alla provvidenza. in ogni caso a enzo e' passato il mal di schiena e a me si e' seccato un brufolo, il gioco valeva la candela.
per le impressioni conclusive ci riserviamo di aggiornarvi alla partenza.
comunque siamo molto felici e ci baciamo molto. a tratti sembriamo dei veri pirla.
un abbraccio!
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento